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martedì 6 dicembre 2016

Un semplice test al computer potrebbe aiutare a svelare il rischio di sviluppare la malattia


Agire d’anticipo. 
Questa potrebbe essere la chiave per combattere quella che è stata definita la piaga dell’era moderna: la malattia di Alzheimer e la demenza correlata.
E per agire d’anticipo è necessario poter individuare il rischio, o la possibilità che si stia per sviluppare la patologia, prima ancora che vi siano segni rivelatori o evidenti. 

Tutto questo oggi è possibile grazie a un semplice test computerizzato sviluppato dai ricercatori della York University (qui trovate il loro studio completo).
La prova era finalizzata a rilevare la tendenza a sviluppare l’Alzheimer in coloro che avevano difficoltà cognitive, pur non mostrando segni esteriori della malattia.
I risultati emersi mostrano che le persone possono mostrare già delle difficoltà cognitivo-motorie prima che vi siano evidenze di una malattia in corso. 
Queste stesse persone sono dunque a rischio e dovrebbero sottoporsi a dei programmi di prevenzione.

Siete interessati all'argomento??? Ecco a voi un interessante articolo!

domenica 4 dicembre 2016

Troppe ore con i videogame favoriscono il rischio di Alzheimer?


Call of Duty o GTA, qual è il vostro videogioco preferito???

Forse fino ad ora avete creduto che i vostri videogiochi fossero simpatici ed innocui compagni con cui passare momenti di svago in grigi pomeriggi invernali; tuttavia, uno studio condotto dall’Università di Montreal, sembra confermare che un uso prolungato dei videogiochi (più di 6 ore a settimana) potrebbe favorire l’insorgenza dell’Alzheimer.
Dai risultati dello studio è emerso, infatti, che i giocatori “cronici” di videogame presentano una diminuzione del volume dell’ippocampo, la quale viene associata ad un maggior rischio di sviluppare patologie neurodegenerative (quali l’Alzheimer) oltre che ad una maggiore insorgenza di episodi a carattere psicotico (a tal proposito, qui potrete trovare un breve articolo in italiano).

Ciò nonostante, Greg West, uno dei ricercatori, specifica che i risultati ottenuti necessitano di ulteriori approfondimenti: “I nostri risultati attualmente non corroborano l’affermazione per cui i videogiochi d’azione sono direttamente collegati al morbo di Alzheimer”. Piuttosto, spiega, “ciò che dimostrano è che è più probabile che chi usa quei giochi usi strategie di orientamento associate a un ridotto volume dell’ippocampo”.

Dunque, niente di certo. Potete tirare un sospiro di sollievo e continuare a godere di pomeriggi in "compagnia" delle vostre consolle preferite………….per ora!!! 

venerdì 2 dicembre 2016

Cos'è l'Alzheimer? - Una breve presentazione



Questa presentazione si propone di mostrare una breve panoramica sulle caratteristiche principali del più comune tipo di demenza nell'anziano: l'Alzheimer.
In particolare, verranno illustrati i principali sintomi, i cambiamenti a cui il cervello va incontro, i più noti fattori di rischio, le procedure per la diagnosi e le cure ad oggi disponibili.
Buona presentazione!