domenica 4 dicembre 2016

Timeless: l'App per aiutare i malati di Alzheimer a ricordare


Se hai in mente di prenderti qualche ora libera e setacciare l’intero App Store alla ricerca dell’app giusta per te, ti avviso: sono tantissime!! 
Ne esistono di tutti i tipi: gratis o a pagamento, per il tempo libero o per il lavoro, per il semplice gioco o per organizzare la tua giornata. 
In questo immenso universo, da qualche mese a questa parte, potrai trovare anche una nuova App, ideata da una dodicenne di Hong Kong, per aiutare le persone con Alzheimer a ricordare!! 

“Mia nonna – ha detto Emma – continua a dimenticare se ha parlato o meno con qualcuno della famiglia, anche dopo pochi secondi. In questo modo non accadrà più”.


Non perdetevi questo video, rimarrete stupiti da cosa può ideare la mente di una ragazzina appena dodicenne!!


Troppe ore con i videogame favoriscono il rischio di Alzheimer?


Call of Duty o GTA, qual è il vostro videogioco preferito???

Forse fino ad ora avete creduto che i vostri videogiochi fossero simpatici ed innocui compagni con cui passare momenti di svago in grigi pomeriggi invernali; tuttavia, uno studio condotto dall’Università di Montreal, sembra confermare che un uso prolungato dei videogiochi (più di 6 ore a settimana) potrebbe favorire l’insorgenza dell’Alzheimer.
Dai risultati dello studio è emerso, infatti, che i giocatori “cronici” di videogame presentano una diminuzione del volume dell’ippocampo, la quale viene associata ad un maggior rischio di sviluppare patologie neurodegenerative (quali l’Alzheimer) oltre che ad una maggiore insorgenza di episodi a carattere psicotico (a tal proposito, qui potrete trovare un breve articolo in italiano).

Ciò nonostante, Greg West, uno dei ricercatori, specifica che i risultati ottenuti necessitano di ulteriori approfondimenti: “I nostri risultati attualmente non corroborano l’affermazione per cui i videogiochi d’azione sono direttamente collegati al morbo di Alzheimer”. Piuttosto, spiega, “ciò che dimostrano è che è più probabile che chi usa quei giochi usi strategie di orientamento associate a un ridotto volume dell’ippocampo”.

Dunque, niente di certo. Potete tirare un sospiro di sollievo e continuare a godere di pomeriggi in "compagnia" delle vostre consolle preferite………….per ora!!! 

Occhiali elettronici e sensori digitali contro Alzheimer e patologie dell'anziano - Il progetto My-AHA


L'Università di Torino è capofila di My-AHA (“My active and healthy ageing”), progetto che per i prossimi quattro anni sperimenterà una piattaforma tecnologica per l'invecchiamento sano.
Il progetto prevede la possibilità per le persone anziane di poter ottenere, tramite l’utilizzo di sensori e strumenti tecnologici, consigli e pratiche utili (ad esempio, quando e come fare esercizio fisico, su cosa basare la propria alimentazione…) volti a prevenire patologie attraverso un’analisi quotidiana delle rispettive abitudini nonché ambienti di vita.

Gli strumenti tecnologici di cui si serviranno i ricercatori saranno ausili da indossare oppure installare nelle abitazioni dei soggetti, tra cui gli occhiali elettronici della giapponese Jins e i sensori domotici.
Quando dall’analisi dei dati emergerà un rischio per la salute, My-Aha offrirà tutta una gamma di interventi mirati, anch’essi basati sulle tecnologie ICT.

Stall Catchers : il videogioco con cui anche tu puoi aiutare gli scienziati a sconfiggere la malattia




L' Alzheimer è una questione di tutti! 

Coinvolgere i cittadini sotto forma di «intrattenimento», facendo loro svolgere delle semplici ma utili operazioni, è la filosofia della cosiddetta “citizen science”, che negli ultimi anni ha vissuto una grande crescita con lo sviluppo di numerosi progetti.


Stall Catchersil videogioco con cui anche tu puoi aiutare gli scienziati a sconfiggere la malattia.

E' stato lanciato online lanciato un mese fa, il videogioco sfrutta le abilità percettive umane di ciascuno di noi per analizzare le immagini di cervelli collaborando allo studio dell’Alzheimer. Il gioco consiste nell’identificare i capillari ostruiti nel cervello dove il sangue non scorre più, navigando attraverso immagini ottenute al microscopio di cervelli di topi malati. L’occlusione del 2% dei vasi sanguigni cerebrali porta ad una riduzione del 30% del flusso ematico e quindi ad una scarsa irrorazione cerebrale. Ciò è importante per la salute del cervello anche perché è sempre più chiaro che il problema vascolare può portare a deficit cognitivi importanti e anche contribuire allo sviluppo di demenze, come l’Alzheimer.  

La scienza può essere un gran divertimento anche per i non addetti ai lavori e la collaborazione di ognuno di noi è alquanto preziosa. 


Che aspettate? Giocate anche voi!

SAFE WANDER: "Quando l'amore di un nipote crea una scoperta sensazionale"!




È il frutto del lavoro di un giovane statunitense: un sensore che, se applicato ai calzini o alle pantofole dell'anziano, riesce a capire se sta camminando e se ha bisogno di aiuto.
L'oggetto, che si chiama "Safe Wander" ed è considerato una vera rivoluzione nel campo, è collegabile a qualsiasi tipo di smartphone tramite un'app in modo che si possa monitorare il movimento della persona affetta dalla malattia.

sabato 3 dicembre 2016

Rita Levi Montalcini: la scoperta dell' NGF per l'Alzheimer

Rita Levi-Montalcini: il significato della sua ricerca

La scoperta dell'Ngf, il fattore di crescita nervoso, apre la strada agli studi su Alzheimer, Sla e sviluppo tumorale

«Non le fibre nervose, ma le idee germogliavano nel mio cervello, e in modo così tumultuoso da non lasciarmi il tempo di seguire altri pensieri».

NGF - La scoperta principale di Rita Levi-Montalcini, che per questo nel 1986 riceverà il Nobel per la medicina insieme all’americano Stanley Cohen, è il fattore di crescita nervoso (Ngf). Si tratta di una proteina che regola la crescita degli assoni, cioè la struttura dei neuroni (le cellule nervose) lungo la quale viene trasmesso l’impulso elettrico nervoso. L’impulso elettrico si propaga grazie alla presenza di alcuni ioni che favoriscono il rilascio di un neurotrasmettitore. «L'intera storia dell’Ngf è paragonabile alla scoperta di un continente sommerso rivelato dalla sua sommità emergente», dice ancora la scienziata nel suo libro. La scoperta dell’Ngf è stata infatti l’inizio di una serie di studi per la cura di malattie degenerative come l’Alzheimer e la sclerosi laterale amiotrofica, e inoltre ha permesso di individuare altri fattori di crescita che influenzano lo sviluppo di cellule tumorali. L’Ngf svolge anche un ruolo, tra gli altri, nelle malattie cardiovascolari, nell’aterosclerosi coronarica, nell’obesità e nel diabete di tipo 2. «La scoperta dell'Ngf è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos», viene detto nelle motivazioni per l’assegnazione del Nobel da parte della Accademia reale svedese delle scienze. «In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo».

Le tecnologie in aiuto dei malati che si smarriscono: sistemi GPS per aiutare i famigliari

   

Il progetto nasce per rispondere a un'emergenza sociale in quanto, spesso, la malattia porta i malati ad allontanarsi dal proprio domicilio con il rischio di perdersi e di mettere a repentaglio la propria vita.

Si tratta di un apparecchio tracciatore che, attraverso il segnale satellitare GPS, invia su richiesta del famigliare/controllore un SMS con la posizione esatta del paziente, in tempo reale. Questo SMS contiene i dati della posizione che il famigliare/controllore può vedere graficamente su una mappa sul proprio smartphone, tablet o computer di casa.
Quando il paziente si allontana troppo rispetto a un punto prestabilito, è inoltre possibile impostare un allarme sui dispositivi collegati.

Sul mercato sono state proposte diverse soluzioni dotate di questa tecnologia, tra cui orologi e scarpe.